Fashion blogger: tormentone o rivoluzione dal basso?

14 Feb

La domanda mi è sorta dopo essere inciampato su un post della Sozzani sul blog di Vogue.it: per niente tenera nei confonti del mondo delle blogger che parlano di fashion, la direttrice di Vogue Italia mostrava parecchio risentimento per questa deriva della moda sul web.
Da lì, apriti cielo: blogger infuriate che ribattono, altre che danno ossequiosamente ragione alla Direttrice e via dicendo con la tarantella del botta e risposta per tutta la rete.
La domanda, ad ogni modo, rimane: il fenomeno delle fashion blogger è da considerarsi la punta dell’iceberg di una nuova evoluzione dal basso per il mondo della moda, o è solamente una delle tante bolle internettiane destinate ad esplodere nel nulla?
Complice il lavoro, ho avuto la possibilità di esplorare un po’ questo genere di  blog, per capire di cosa si stava parlando.
Premesso che nessun blog italiano pare entrare nelle top list mondiali dei blog più influenti nel settore (ma non esiste un ranking aggiornato a riguardo), non possiamo non prendere in considerazione il successo di realtà come The Blond Salad: Chiara Ferragni ora è a tutti gli effetti una personalità del fashion system, neo designer, testimonial e – notizia di oggi – vincitrice anche del Bloglovin’ Award, nonché presenza immancabile di eventi e sfilate. Lei, con poche altre, sono la parte più visibile di un mondo sempre più numeroso e, ahimè, omogeneo.
Già, perché tutto il 90 per cento di questi blog non fanno altro che presentare outfit di vario genere, con fotografie più o meno di qualità: morale, ci troviamo di fronte ad una sequela di immagini che fanno assomigliare tutte queste realtà ad un Tumblr più che a uno spazio che “parla di moda”: insomma, un The Sartorialist fatto in casa.
Certo, esisteranno anche delle eccezioni (vorrei linkarveli ma non ne ho trovati ancora), ma la tendenza generale è un’altra.
Probabilmente il successo di fashion blogger della prima ora hanno generato nella testa dell’utente medio il pensiero che bastasse proporre qualche look, abbinando marchi più o meno celebri e fissando tutto in una fotografia per avere un pass per le passerelle, che sarebbero bastati un paio di post per espugnare la torre d’avorio del fashion system.
Inutile dire che non è così.
Ma come ogni cosa nuova, assisteremo ad una fase di esplosione del fenomeno, fino al momento di collasso, in cui sopravviveranno soltanto i migliori.
E chi saranno i migliori?
Coloro che sapranno differenziarsi, mantenendo alta la qualità dei contenuti.
Come sempre, content is king, abbinato ad una cara vecchia regola del marketing.

In definitiva, i marchi faranno bene a prestare orecchio a quel che si muove nella rete, per scrollarsi un po’ di polvere di dosso e aprirsi a dinamiche che, ancora oggi, alcune maison fanno fatica a comprendere, purchè lo facciano con occhio critico e attento alla qualità: in rete tutti gridano ma sono pochi quelli che sanno parlare bene.
Saranno questi a fare la differenza, prima o poi.

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2 Responses to “Fashion blogger: tormentone o rivoluzione dal basso?”

  1. Kifki February 14, 2011 at 1:15 pm #

    Mi trovo pienamente d’accordo su quello che dici: due outfit scadenti non bastano, ci vogliono impegno e qualità.

  2. Corinna The Best February 15, 2011 at 10:15 am #

    Sono anch’io una fashion blogger e mi trovi pienamente d’accordo con quello che hai scritto: bisogna puntare sulla qualità dei materiali e parlare di ciò che è veramente fashion, non scrivere di qualsiasi cosa purché sia un brand famoso che mi dia visibilità.

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