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Fashion blogger: tormentone o rivoluzione dal basso?

14 Feb

La domanda mi è sorta dopo essere inciampato su un post della Sozzani sul blog di Vogue.it: per niente tenera nei confonti del mondo delle blogger che parlano di fashion, la direttrice di Vogue Italia mostrava parecchio risentimento per questa deriva della moda sul web.
Da lì, apriti cielo: blogger infuriate che ribattono, altre che danno ossequiosamente ragione alla Direttrice e via dicendo con la tarantella del botta e risposta per tutta la rete.
La domanda, ad ogni modo, rimane: il fenomeno delle fashion blogger è da considerarsi la punta dell’iceberg di una nuova evoluzione dal basso per il mondo della moda, o è solamente una delle tante bolle internettiane destinate ad esplodere nel nulla? Continue reading

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Ritrovarsi in metropolitana. In mutande.

19 Jan

Eccoci alle prese con un’altra iniziativa di Improv Everywhere (di loro avevo già parlato qui e qui): in questo caso parliamo della 10th Annual No Pants Subway Ride, evento che ha coinvolto ben 48 città in 22 paesi del mondo e raccolto più di 5 mila persone.
Per l’occasione, tutti i partecipanti si sono tolti i pantaloni e hanno viaggiato in metropolitana, tranquillamente, come se nulla stesse accadendo, sotto gli sguardi perplessi e attoniti di tutti i passanti.
Sicuramente un modo diverso di passare la domenica, sia per chi ha partecipato, sia per chi si è trovato in metropolitana in quegli istanti.
Tutte le foto e i video delle passate edizioni le trovate qui.

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Quando la birra toglie l’educazione

4 Dec

È da un bel po’ di tempo che non scrivo: alle volte perchè non trovo nulla, ma proprio nulla di decente da pubblicare, altre volte perchè non trovo io il tempo per farlo.
Ad ogni modo, eccomi qui, a parlare questa volta di una campagna a sostegno di Actionaid contro il colosso SASMiller, proprietaria della birra Grolsch, che a quanto pare evita di pagare le imposte in tutto il mondo, depositando gli utili in paradisi fiscali.
Actionaid dichiara che “SABMiller e’ il secondo produttore di birra più grande al mondo, realizza profitti di piu’ di 2 miliardi di euro e ha sede centrale a Park Lane a Londra. Le tasse evase in Africa potrebbero provvedere per un’educazione scolastica di 250.000 bambini. Quando le grandi aziende schivano le tasse, le persone normali finiscono per pagare di più. Per questo motivo ActionAid si impegna a combattere l’evasione fiscale “.
Per l’occasione è stato creato anche un virale

Se volete saperne di più, ecco un bell’articolo uscito sul Guardian.

Il primo film user-generated, grazie a Youtube.

7 Jul

“Life in a day”, questo è il nome del nuovo progetto promosso da Youtube per la creazione del primo film user-generated: per chi volesse partecipare, l’unica regola è riprendere ciò che accade nella propria vita solo ed unicamente il 24 luglio.
24 ore di tempo per girare il proprio video.
I risultati più interessanti verranno selezionati e montati per la creazione di un documentario sperimentale diretto da Kevin MacDonald, prodotto – badate bene – da Ridley Scott e presentato al prossimo Sundance Film Festival, previsto per Gennaio 2011.
Gli autori di tutti quei video che faranno parte del lungometraggio finale verranno accreditati come co-registi, e 20 di loro avranno la possibilità di andare di persona a presentare il documentario al Sundance insieme a Kevin Macdonald.
Ecco il video di presentazione

Il canale ufficiale dell’iniziativa lo trovate qui.

La brand communication del futuro.

29 Dec

Leggo con molto interesse la prefazione di Tom Himpe al suo libro: Advertising Next, pubblicato nell’ottobre 2008.
Brand strategist in agenzie dall’impronta creativa ed innovativa molto forte, mostra come l’età della rivoluzione digitale abbia completamente rimescolato le carte all’interno della brand communication.
Che il web abbia democraticizzato la comunicazione è stato detto e ridetto allo sfinimento; che il piccolo ed il grande produttore possano ora competere nella stessa arena, è cosa nota. La nuova sfida si gioca in tutt’altro campo: le parole d’ordine ora sono ‘comunicazione trasparente’ e ‘dialogo’. In questo terreno le piccole realtà hanno sicuramente maggior capacità d’azione: possono coinvolgere i propri clienti nei processi creativi, o comunicare con loro agilmente per mezzo dei loro blog, persino indirizzarsi a loro chiamandoli per nome, pregi che può vantare chi ha dalla propria l’agilità e la velocità d’azione. Ma chi ha detto che un grande brand non possa fare altrettanto? Diremo di più: un grande brand deve fare altrettanto. La vera rivoluzione non è tanto che i piccoli ora hanno la possibilità di agire in grande, quanto piuttosto che i grandi marchi ora sono costretti ad agire in piccolo per poter reggere la competizione. Non è un caso che aziende come Nike, Virgin e Diesel si siano già adeguate al nuovo trend.
Agire in piccolo, tuttavia, non escude, anzi richiede come aspetto essenziale un atteggiamento mentale orientato al globale; giungiamo quindi con Himpe alla definizione delle due chiavi della comunicazione di marca del futuro: agire in piccolo e pensare globale.