Tag Archives: social network

KLM: la sorpresa corre online

11 Jan

Gli aeroporti continuano a confermarsi un ottimo posto per la comunicazione creativa (vedi anche quanto ha fatto la Spanair a Natale), in questo caso si aggiunge poi una forte componente 2.0 che rende l’operazione ancora più interessante.
L’operazione è ben riuscita, ed un ottimo metodo che mostra quanto un corretto utilizzo delle piazze virtuali possa tornare utile ai brand: rendere il proprio cliente sempre più soddisfatto del servizio, riuscire a coccolarlo e personalizzare quanto più possibile l’esperienza con il marchio sono elementi essenziali per stabilire un legame duraturo.
KLM è riuscita, in definitiva, a trasformare uno dei momenti più noiosi del viaggio in un esperimento divertente attraverso un progetto che speriamo faccia scuola.

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RockMelt, il social browser

15 Nov

Trovare il punto d’incontro tra social media e ricerche in rete è l’obiettivo un po’ di tutti in questo periodo: dopo Bing, di cui avevamo già parlato, e in attesa di sapere le novità riguardo a Facebook, eccovi RockMelt, il servizio che unisce esperienza social e ricerche web in una sola finestra: potrete avere sempre a disposizione i vostri account social per semplificare lo sharing di contenuti, conoscere chi è connesso al momento e allo stesso tempo effettuare le vostre ricerche.
Le quasi 500 mila visite del video fanno sperare che RockMelt possa fare strada, ma forse è ancora presto per dirlo: voi che ne pensate?
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La pubblicità? Meglio sui social network

9 Sep

Quella che segue è una interessante tabella infografica di Flowtown, trovata stamane su Digitalbuzzblog.
Essa mostra un’analisi dell’investimento pubblicitario su social network negli ultimi due/tre anni, rispetto al mercato USA, e crea un trend previsionale fino al 2013. Nonostante si stia parlando solo degli USA, è interessante notare come lo stesso eMarketer abbia dovuto rivedere al rialzo le proprie previsioni per il 2010: da 1,3 miliardi di dollari (che costituivano già un incremento del 20% rispetto al 2009) a 1,7 miliardi, senza dimenticare il fatto che quasi la metà di quei soldi finiranno dritti dritti a Facebook.

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All media is now social media

1 Sep

Ecco una interessantissima presentazione ad opera di Marta Kagan, dal titolo provocatorio “What the F**K is Social Media”.
Un lavoro sviluppatosi negli anni tramite il continuo aggiornamento di statistiche e numeri, sfociato poi in questa edizione 2010, ricco di interessanti osservazioni e comparazioni con l’anno passato: tutto per capire cos’è realmente un social media adesso.

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Facebook Places e la guerra dei location-based

30 Aug

Chiunque avesse aggiornato di recente l’applicazione Facebook per il proprio smartphone, si sarà accorto della novità: si chiama Places, ed è il servizio che fa entrare la creatura di Zuckerberg nel mondo dei location-based social network, entrando in diretta competizione con i già famosi Foursquare e Gowalla. In realtà, in un primo tempo Facebook aveva pensato di acquistare Foursquare, ma il mancato accordo (pare che 120 milioni di dollari fossero troppo pochi per Dennis Crowley) ha portato il re dei social network a “ripiegare” su Hot Potato, uno dei tanti check-in service sul mercato (costato comunque 15 milioni).
Il nuovo servizio permetterà, a tutti gli utenti di condividere la propria posizione: ogni check-in effettuato apparirà nella propria bacheca, tra le notizie dei propri amici, e nella mappa del luogo; se si taggano anche altre persone, esse verranno incluse nell’aggiornamento. Se invece si clicca su “Qui in questo momento”, si potranno visualizzare le persone che si trovano nelle vicinanze in quel momento.
Se volete avere un’analisi più approfondita, vi consiglio comunque di leggere questo post.

Quello che più mi interessa, in effetti, è capire come muterà il panorama dei social network dopo l’introduzione di Places.
Un’ interessante previsione l’ho trovata qui: sebbene a primo acchito, a differenza di Foursquare, l’esperienza di Facebook Places può essere poco gratificante, sul lungo termine l’appagamento che se ne potrà trarre sarà di gran lunga superiore a quella di un semplice badge: integrerà e completerà alla perfezione la nostra normale esperienza di relazioni online, permettendoci di conoscere non solo cosa fanno i nostri contatti, ma anche che relazioni essi instaurano con un dato luogo: insomma, non più solamente il “chi, come e quando” ma anche il “dove”.
In definitiva, concordo con il ritenere che Foursquare debba velocemente pensare a qualcosa di nuovo o correrà il rischio di venire schiacciato dal colosso di Zuckerberg, anche solo per una questione di numeri: Facebook conta su una massa di più di 100 milioni di persone che accedono da mobile, contro i 3 milioni di Foursquare.
Nel frattempo iniziano i primi esperimenti su Facebook da parte delle aziende: ecco quello che ha ideato Publicis E-dologic in Israele per il Coca Cola Village, intrecciando RFID e geolocalizzazione, come riportato da internetpr.it

Un post completo sull’argomento lo trovate qui.
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Openbook e la mancanza di privacy in Facebook

18 May

Ne stanno parlando tutti oramai: c’è chi lo definisce il “trova segreti”, chi si fa prendere dal panico, e chi invece sbriga la faccenda con un semplice “l’ho sempre saputo”: si tratta di Openbook.
Sviluppata da tre ingegneri di San Francisco decisi a riportare l’attenzione sulla manchevolezza di privacy su Facebook, questa nuova applicazione non fa altro che scandagliare le conversazioni ed informazioni degli utenti del più famoso social network al mondo, alla ricerca di quelle parole che in esso vogliamo trovare.
L’obiettivo del progetto è di dimostrare a tutti, ed in modo lampante, come molte delle informazioni che riteniamo private in realtà sono a disposizione di tutta la rete.
Ancora una volta quindi la creazione di Mark Zuckerberg è sotto accusa per le lacune e la farraginosità delle norme in materia di privacy, definite troppo complicate ed in continuo cambiamento, incapaci di tutelare quelle che tutti gli utilizzatori di Facebook ritengono intuitivamente informazioni private.
Come reagirà Mark alla provocazione?
Ad ogni modo, se volete provalo, ecco il link.

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Tyrannybook: i tiranni del mondo in un social network

10 May

Sta oramai facendo il giro della rete la nuova campagna ideata da Leo Burnett per Amnesty International Portogallo.
Si tratta di Tyrannybook, il primo social network in cui gli iscritti possono candidare nuovi tiranni o addirittura creare discussioni all’interno dei profili già esistenti.
L’idea mi pare parecchio interessante, anche se ovviamente saranno gli utenti a decretarne il successo, attraverso la loro partecipazione.
I profili adesso presenti sono: Robert Mugabe of Zimbabwe, Omar Al-Bashir of Sudan, Kim Jong Il of North Korea, Than Shwe of Myanmar, Hu Jintau of China, Mahmoud Ahmadinejad of Iran, Thomas Lubanga Dyilo of the Democratic Republic of Congo, Radovan Karadzic of Serbia, Aleksandr Lukashenka of Belarus and Ramzan Akhmadovich Kadyrov of Chechnya, ma ne verranno inseriti degli altri.
Il video che segue spiega meglio l’idea della campagna


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